About This Project

Tappeto Volante è stata un’esperienza di formazione a committenza partecipata, rivolta e co-costruita insieme ad un gruppo di operatori e abitanti attivi di due periferie milanesi: il quartiere Giambellino-Lorenteggio e l’area di San Siro-Baggio-Quarto Cagnino. Sono contesti differenti ma che tuttavia hanno in comune alcuni “caratteri di perifericità” (edilizia residenziale pubblica in degrado, nuove povertà, stigmatizzazione culturale, ma anche convivenza interculturale, innovazione di pratiche, intraprendenza delle reti territoriali).

 

Perché un Tappeto Volante?

La formazione di Tappeto Volante ha cercato di abilitare operatori e abitanti nel ripensare il significato politico e umano del lavoro socio-educativo e culturale e dell’abitare attivo in periferia. Lo scenario è Milano, una città in cui la distanza fra le forme di sopravvivenza quotidiana, la produttività del terzo settore consolidato e le politiche pubbliche in corso è sempre più difficile da colmare.

 

E noi? Che ne è di coloro che ogni giorno scelgono di stare con e di adoperarsi per le persone che vivono in periferia e nel fare questo fanno anche qualcosa per sé e per ciò in cui credono? La verità è che sempre più spesso ci muoviamo da soli, impreparati rispetto alla complessità esacerbata dai media, schiacciati fra retorica dell’innovazione e refrattarietà degli “ultimi” ad attivarsi in prima persona.

 

Risignificare il legame con la città

Abbiamo visione ed esperienza, ma pochissimo tempo per fermarci a capire dove stiamo andando, cosa sta cambiando e quale città stiamo contribuendo a trasformare. La città di chi, insomma? Tappeto Volante vorrebbe aprire a domande come questa e a molte altre possibili, perché crediamo che risignificare il nostro legame con questi luoghi passi anche attraverso il riappropriarsi della capacità di porsi domande e, dunque, del rimettersi in cammino per cercare le proprie risposte.

 

Gambarelli e Laino, i due ospiti della formazione

Nei due giorni e mezzo di formazione residenziale, diversi partecipanti hanno messo a disposizione del gruppo alcune competenze e alcuni facilitatori hanno guidato e lasciato emergere urgenze, interrogativi e apprendimenti. Per finire due “voci esterne” – Bruna Gambarelli, ex assessore alla cultura del Comune di Bologna, operatrice culturale e fondatrice del teatro DOM, quartiere Pilastro e Giovanni Laino, Professore di Pianificazione Territoriale della Facoltà di architettura di Napoli – si sono intrecciate con i ragionamenti in elaborazione.

TITOLO

Tappeto Volante

ANNO

2019

LOCALIZZAZIONE

Ostello Parco Monte Barro

FINANZIAMENTO

Fondazione Cariplo

CO_ORGANIZZATORI

Mare Culturale Urbano, Codici Ricerca e Intervento

Category
Co-produzione culturale, Portfolio